la fine del mondo e la continuazione del mito.

Ci sono sempre stati nella nostra cultura occidentale luoghi vagheggiati e mitizzati da sempre: le Colonne d'Ercole, Stonehenge, il tempio della Regina di Saba, il Triangolo delle Bermude e, non ultima, Tonga.
Il desiderio sempre più pressante di evasione dai luoghi comuni, da una routine robotizzante, da una quotidiana oppressione mentale trova un libero sfogo nella ricerca intellettuale del proprio "privato" Paradiso.
E così anche Tonga entra a far parte del mito.
L'Oceano Pacifico è sempre stato sicuramente il più desiderato dai turisti di tutto il mondo.
Forse perchè se ne è cominciato a parlare ed a conoscerlo ben dopo la scoperta delle Americhe, questi luoghi dalla bellezza struggente e selvaggia, con popolazioni fiere ma ospitali si sono, fin dai tempi di Cook e Tasman, trasformati in un tarlo mentale che aumenta quotidianamente il desiderio di visitarle per saperne qualcosa di più.
Al di là della facile equazione: "sole+mare+spiaggia=vacanza" che finora è stata un simbolo e si sta trasformando in un embolo, ottenibile in migliaia di altri luoghi del pianeta, la Polinesia in generale ed il Regno di Tonga in particolare, permettono ancora di andare oltre all'agognato desiderio di riposo ed abbronzatura, promettendo la riscoperta di valori ormai dimenticati. Tonga, sicuramente mantiene le promesse. Dimentichiamo pure la letteratura romantica di Stevenson, Melville, Conrad ecc. che tanto ha contribuito a creare il "Polinesian dream".

Come dice la parola stessa è, purtroppo, un sogno!


Per la maggior parte di noi stressati occidentali, il sogno tropicale significa quasi sempre bell'albergo (anche a costo dello snaturamento del territorio), personale sempre pronto ed ossequioso (anche a costo di falso servilismo), ritmi ben scanditi e precisi per le attività ricreative (fin troppo uguali agli usuali ritmi urbani), natura circostante pulita e rifinita ad arte (anche se così è tutto l'esatto contrario di quello che è di regola...naturale).La domanda più spontanea a questo punto è: siamo talmente inglobati nella massificazione dilagante che ci rende facile preda dell'appiattimento artificiale continuamente propostoci dai media o siamo ancora in grado di saperci offrire una valvola di scarico ancora genuina?

Vogliamo essere finalmente "ospiti esclusivi" od "esclusi"?
Genuino non vuol dire necessariamente scomodo, sporco e faticoso. Vuol dire non sorseggiare un Martini in una piscina di piastrelle e cemento, cameriere con Nike e Ray-ban, a stretto contatto con altri 200 "fortunati", tutti con la stessa Lacoste e lo stesso latte solare, ma godersi lo stesso cocktail all'ombra di un fresco patio, di fronte al tramonto più languido dei Tropici e pazienza se una leggera brezza soffia tra le palme interrompendo il silenzio o se un delfino salta nell'acqua disturbando la vista del vulcano dove avvenne la rivolta del Bounty...

Questo è ancora il mito genuino di Tonga!


Non troveremo qui il 5 stelle, le boutiques, le discoteche con le facili conquiste, l'apparenza edonistica e competitiva.
Troveremo invece una giusta dimensione di accoglienza, una particolare bonomia e curiosità da parte degli abitanti, un discreto livello di servizi a prezzi incredibilmente bassi per la Polinesia, i più antichi reperti archeologici del Sud Pacifico, con l'inquietante "Trilithon", una ancora intatta salvaguardia dell'ambiente e delle tradizioni culturali, ma soprattutto la possibilità di reincontrare finalmente qualcuno che avevamo dimenticato: noi stessi. Potremmo cavalcare la tigre del mito di Tonga ricordando le sue peculiarità: è uno dei posti più lontano al mondo dall'Italia, è il primo posto al mondo dove nasce il giorno, è l'ultima monarchia del Pacifico, è l'unico al mondo ad offrire, in soli 300 Km. di distanza dal primo all'ultimo, tre arcipelaghi completamente differenti fra loro, con 173 isole completamente diverse una dall'altra (persino le 43 spiagge che costellano l'isola principale di Tongatapu non sono neanche simili tra loro), sono state chiamate da Cook "isole dell'amicizia" per la cordialità dei locali, sono state teatro dell'ammutinamento del Bounty, hanno eccentricità paesaggistiche uniche al mondo come le "Blow Holes" e misteriose testimonianze archeologiche, una popolazione locale di genuina ed inedita stravaganza, per 6 mesi l'anno sono popolate da balene coi cuccioli, sono uno dei migliori posti al mondo per andare in vela ecc. ecc. ecc., ma sarebbe facile come sparare sulla Croce Rossa!
Quello che continua ad alimentarne il mito sono i resoconti, veri, di chi qui ha ritrovato l'Amore, inteso come opposto di noia, disinteresse per sè e per gli altri, ripetitività, annullamento. La riscoperta di spazi esclusivamente nostri, di un ambiente ancora irriducibile, di valori umani dimenticati da tempo, di una genuina ingenuità indolente nei nativi ne fanno ancora veramente l'ultimo Paradiso.

Venite a godervelo con noi !

Ufficio del Turismo di Tonga in Italia
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