KAVA - La bevanda nazionale di Tonga


foglie di kava

KAVA: L’ANSIOLITICO NATURALE

L Oceania, cioè la zona del Pacifico che comprende la Micronesia, la Melanesia e la Polinesia, è una delle poche aree geografiche del mondo che non conosceva bevande alcooliche prima dei contatti con gli europei, avvenuti nel diciottesimo secolo. Ma gli isolani avevano una "bevanda magica", che veniva usata nelle cerimonie e nelle celebrazioni per i suoi effetti calmanti e per i suoi effetti di socializzazione. La bevanda, chiamata kava, è ancora usata in queste zone del mondo, le cui popolazioni sono spesso ritenute le più felici e amichevoli della terra. Oggi i preparati di radice di kava (Piper methysticum) stanno diventando molto popolari in Europa e negli Stati Uniti come leggeri sedativi e come ansiolitici.


radici di kava

LA STORIA DELLA KAVA

Le origini dell’impiego della kava non ci sono note, perché precedono la storia dell’Oceania.
Nel mondo occidentale la prima descrizione è quella fatta dal capitano James Cook nel resoconto del suo viaggio nei mari del Sud, nel 1768. Molti miti e leggende avvolgono l’uso primitivo della kava. Probabilmente la pianta è originaria della zona della Nuova Guinea e dell’Indonesia, ed è stata diffusa da isola a isola dai primi navigatori polinesiani, che viaggiavano nelle canoe, insieme ad altre piante. Ogni cultura ha la sua storia particolare sulle origini della kava.

Per esempio a Samoa si racconta una storia sulle origini della kava e della canna da zucchero. La storia dice che una ragazza samoana andò alle isole Figi dove sposò un grande capo. Dopo qualche tempo ritornò a Samoa, ma prima di tornare vide due piante che crescevano sulla collina. Vide un topo che masticava una delle piante e notò che sembrava pronto a dormire; così concluse che la pianta era un cibo nutriente e confortante. Decise che avrebbe portato la pianta, la canna da zucchero, nella sua patria, a Samoa, ma poi vide che il topo si era svegliato e aveva cominciato a rosicchiare la radice dell’altra pianta, la kava. L’animale, che prima sembrava debole e timido, divenne ardito, forte e più energico. Così la donna decise di portare a Samoa entrambe le piante. Le piante crebbero molto bene a Samoa e presto il capo di un’isola vicina acquistò le radici delle due piante in cambio di due galline ovaiole. Così i Samoani si prendono il merito di aver diffuso sia la canna da zucchero che la kava.

Nelle isole di Tonga la leggenda dice che un grande capo di nome Loau, che viveva nell’isola di Euaiki, andò a trovare il suo vassallo Feva’anga. Feva’anga voleva dare una festa in onore del capo, ma era tempo di grande carestia. Disperati, lui e sua moglie uccisero e cucinarono la loro unica figlia per dar da mangiare al capo, ma Loau riconobbe la carne umana che gli veniva servita e non la mangiò. Loau disse a Feva’anga di piantare il cibo nel terreno e di portagli la pianta che ne sarebbe nata. Quando ricevette la pianta cresciuta Loau insegnò a prepararne una bevanda che andava bevuta con un particolare cerimoniale.

CERIMONIA DELLA KAVA

Quali siano le sue origini la kava è stata usata nelle cerimonie dei popoli dell’Oceania per migliaia d’anni. Ci sono fondamentalmente tre cerimonie con la kava: la cerimonia completa, che viene praticata in tutte le occasioni importanti; quella che viene praticata quando si incontrano gli anziani del villaggio, i capi e i nobili, e quando vengono in visita i capi e dignitari; il circolo della kava, meno formale, che si pratica negli incontri sociali.

Il rito completo della kava, che è riservato ai visitatori più onorati, prevede che tutti gli ospiti salgano su una piattaforma. La cerimonia inizia con l’arrivo di un gruppo di giovani in abito da cerimonia, che portano una coppa della bevanda di kava e gli utensili necessari. La coppa è posta fra i preparatori della kava e i visitatori. La kava è versata in una tazza da una persona scelta in modo particolare, che poi si gira, si pone di fronte ai visitatori e porge la bevanda al più importante degli ospiti. All’ospite si spiega che deve bere tenendo la tazza con le due mani. Se tutta la tazza viene bevuta senza interruzioni tutti dicono "a maca" (pronuncia: a maha) che significa "è vuota" e applaudono per tre volte con le mani a coppa. Allora la persona che tiene la tazza torna alla coppa della kava e serve la persona che segue per rango e importanza.
Le persone importanti che visitano Tonga, le Fiji e le altre isole dell’Oceania partecipano ancora alle cerinionie con la kava.

Anticamente si usava masticare la radice di kava e poi, dopo aver immerso le parti masticate in un recipiente contenente latte di cocco, bere il succo derivante. Oggi si usano radici tritate e macinate preparate sotto forma di bevanda. Ma la forma che garantisce il più alto contenuto dei principi attivi della radice è l’estratto secco titolato e standardizzato in kavalattoni.


EFFETTI DELLA KAVA

Le persone che consumano kava segnalano dì provare dopo aver bevuto, un piacevole senso di tranquillità e di socievolezza. I rapporti soggettivi degli scienziati che hanno provato personalmente la kava sono piuttosto numerosi. Uno dei primi studi scientifici sulla kava è stato effettuato dal farmacologo Louis Lewin nel 1886. Una descrizione più tarda, scritta nel 1927, è riportata nel libro Kava, the Pacifie Drug (Kava, la droga del Pacifico), Yale University Press, New Haven, 1992.

"Quando la misura non è troppo forte il soggetto raggiunge uno stato di piacevole noncuranza, di benessere e di contentezza, privo di eccitazione fisica o psicologica. Già all’inizio la conversazione scorre in modo agevole e calmo, vista e udito si affinano e sono in grado di percepire sottili sfumature di suono e visione. La kava addolcisce il carattere. Quelli che bevono non diventano mai irritati, sgradevoli, litigiosi o rumorosi, come succede con l’alcol. Sia i nativi che i bianchi considerano la kava come un mezzo per addolcire lo sconforto morale. Chi la beve rimane padrone della sua consapevolezza e della ragione.

Una descrizione più recente è fornita dal ricercatore R.J. Gregory, che descrive la propria esperienza diretta.

"La kava afferra la mente; è qualcosa che cambia nel processo con cui l’informazione entra, viene ritrovata o conduce all’azione. Il pensiero è certamente modificato dall’esperienza della kava, ma non al modo della caffeina, dell’alcool. Io direi che ho sperimentato un cambiamento da un modo di pensiero lineare a un senso più ampio dell’essere e della felicità di esistere. La memoria era potenziata, e si desiderava fortemente una limitazione dei dati percettivi, specialmente per i disturbi provocati dalla luce, dal movimento, dal rumore, ecc. Pace e quiete erano molto importanti per mantenere il senso interiore della serenità. I miei sensi sembrano più fini del solito".

Bere un mezzo guscio di cocco (100 - 150 ml ) di certe varietà di kava basta a indurre in molte persone un sonno pesante e senza incubi in una mezzora. Diversamente dall’alcool e da altri sedativi, la kava non produce sgradevoli "cerchi alla testa" al mattino. Le persone che hanno bevuto kava si svegliano in pieno possesso delle loro capacità fisiche e mentali.

I costituenti attivi più importanti del kava sono i Kavalattoni.

INDICAZIONI PER L’USO DELLA KAVA
  • sindromi ansiose
  • sindromi ansioso—depressive
  • insonnia.
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