KALIA
la canoa tradizionale Tongana a doppio scafo

 
Il primo tipo di canoa Tongana è conosciuto come tongiaki, una canoa a doppio scafo con la prua fissa, che non permetteva di virare contro vento ed era abbastanza ingombrante da manovrare.
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Tongiaki tongana, dal libro di bordo di Abel Tasman (1643)
 

Questa canoa fu sostituita nel 17° secolo da un nuovo tipo, detto kalia. La kalia ha un disegno più  complesso,  che le permette di virare e due scafi di misura diversa, di cui uno funziona come un enorme bilanciere. Con questa imbarcazione era possibile navigare fino alle Fiji durante tutto l'anno, cosa non possibile prima. Come risultato, Tonga giocò un più attivo ruolo negli affari Fijiani e verso la metà del secolo fu vicina ad annettersi quasi tutto il territorio delle Fiji.
La kalia, che poteva raggiungere oltre 35 metri di lunghezza e portare parecchie centinaia di persone, era costruita da artigiani Samoani sotto il controllo e la direzione dei capi Tongani nel gruppo delle Lau nelle Fiji, utilizzando il durissimo legno di queste isole. La drua Fijiana è identica alla kalia Tongana, forse costruita dagli stessi artigiani Samoani. Dato che i Tongani mantennero un forte potere su Samoa, anche dopo la sua indipendenza, questa ipotesi è abbastanza verosimile.
Le canoe non potevano essere costruite a Tonga che aveva esaurito i grossi alberi necessari per la  costruzione dei grossi scafi. E' possibile che ciò sia stato dovuto alla forte domanda di legname per la costruzione di canoe dei secoli precedenti.
Poichè le canoe da guerra erano un bene prezioso, bisognava mantenerle molto bene. La cosa peggiore che poteva capitare ad una canoa era che lo scafo seccasse e si aprissero fessure. Per evitare questo, le canoe ormeggiate venivano spesso bagnate. Se, altrimenti, le canoe non venivano usate per molto tempo, erano trascinate a riva e riparate in enormi costruzioni. Alcune volte la parte finale delle canoe usciva dalla costruzione ed era protetta dal sole torrido con stuoie.


Doppia canoa Tongana nel suo riparo a Vava'u
(disegno del 1839 di L.Le Breton, artista al seguito di Dumont-d'Urville)

Quando non venivano usate per breve tempo, le canoe erano ancorate ad una breve distanza dalla riva. Grazie alla non eccessiva deriva, le canoe potevano entrare facilmente all'interno della laguna di Fanga'Uta. I primi visitatori europei citarono e disegnarono le "case delle canoe" a Pea e a Mu'a.
La navigazione di queste larghe canoe tra le barriere coralline fu sempre una difficile impresa, specialmente in condizioni di tempo avverse. Se ne avevano la possibilità, i navigatori stavano volentieri distanti dalla barriera per paura di danneggiare le imbarcazioni. I primi missionari, che usavano le grandi canoe come mezzo principale di trasporto tra le isole, raccontavano che all'arrivo da lunghi viaggi le canoe spesso non entravano nella lugano o attraverso la barriera, ma ormeggiavano ad 'Atata, dove i passeggeri venivano trasferiti su canoe più piccole e trasportati a riva.
Nessuna di queste canoe è sopravvissuta fino ai nostri tempi. Sono rimaste solo ancore di pietra, blocchi di calcare corallino a forma di pera con un foro da ogni parte. Sono comunque rimasti moli e banchine che evidenziano ancora la grandezza della flotta Tongana di quei periodi.


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piccole canoe a bilanciere usate ancora oggi in tutto l'arcipelago di Tonga

E' stata costruita a Tuimatamoana (vicino al porto di Nuku'alofa) una kalia con le stesse tecniche di due secoli fa, grazie al progetto dei membri del "Kalia Project Committee" e dell'artigiano Tu'i'one Pulotu.
Gli è stato dato il nome di battesimo di "Mileniume" (millennio) dal Re di Tonga Taufa'ahau Tupou IV, perchè l'imbarcazione, lunga circa 100 piedi (30 metri), è stata usata per le celebrazioni del nuovo millennio. Diversi artigiani hanno lavorando con tecniche tradizionali gli enormi tronchi provenienti dalle Fiji con cui sono stati fatti gli scafi., mentre altri hanno tessuto il pandano con cui hanno realizzato le vele.


alcune delle fasi di lavorazione

il modello della kalia

Un'esperto: Mr. Tevita H. Fale

Mr. Tevita H.Fale mentre ci mostra il modello della kalia.

mentre ci mostra una mappa delle stelle del Sud Pacifico.

Mr. Fale è uno dei massimi studiosi di astronomia tongana, grazie alla quale i suoi antenati erano in grado di navigare per il Pacifico e coprire distanze incredibili.
Lo strano medaglione che porta appeso alla collana rappresenta gli "Occhi della Polinesia", che si legano ad una sua teoria in base alla quale il Trilithon di Ha'amonga sarebbe un antico osservatorio astronomico.
Ha pubblicato due libri:
Through Polynesian Eyes nel 1989 (Polynesian Eyes Foundation, Tonga)
Tongan Astronomy nel 1990 (Polynesian Eyes Foundation, Tonga)


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